Consigli in pillole

Capricci

All’improvviso la tempesta.. Già, proprio quando tutto sembrava tranquillo, ecco che il piccolo inizia dapprima con diverse richieste, che possono variare dalla caramella al giocattolo poi, dopo che avete detto almeno tre volte NO, parte la sirena: pianti, a volte calci, pugni, proteste.
Mantenete la calma, ma non dimenticate che i genitori sono sempre responsabili e tutto dipenderà da voi! Dunque se il vostro bambino si getta a terra protestando e con il faccino paonazzo urla, morde e scalcia, sappiate che esistono molti modi per affrontarlo efficacemente, senza per forza dover arrivare a punizioni estreme come quelle corporali.

Ma come si possono evitare i capricci?
Tutto dipenderà dai vostri atteggiamenti, dalla vostra coerenza e dalla vostra determinazione. Ecco comunque alcune linee generali comportamentali:

• Ascoltate sempre il vostro bambino quando parla.
• Spiegategli perché non deve fare una determinata cosa.
• Incoraggiatelo nei suoi successi.
• Ridete insieme a lui.
• Dedicategli del tempo (non importa quanto, ma come).
• Dimostrategli fiducia anche nelle piccole cose.

Qualche trucchetto..

La sgridata da 1 minuto
Questa strategia è stata studiata da un gruppo di psichiatri americani:
una “sgridata da un minuto” significa che deve essere breve per essere ascoltata e compresa dal bambino, facendogli capire l’importanza dell’errore che ha commesso, ma al contempo trasmettendogli un messaggio di affetto, che lo rassicuri del nostro amore.
Allontanatevi quindi col bambino dal luogo in cui ha commesso il fattaccio. Prendete in braccio vostro figlio e durante i primi 30 secondi esprimetegli tutta la vostra preoccupazione o la vostra irritazione (è importante che esterniate le sensazioni che state provando, in questo modo scaricherete l’eventuale tensione accumulata).
In un secondo momento spiegategli le ragioni per cui è stato sgridato, facendogli capire quale regola è stata infranta.
Quando il bambino mostrerà una reazione, cambiate il tono di voce e, con atteggiamento rassicurante, ditegli che in ogni caso lo amate e che lo sapete capace di comportarsi bene.
Alla fine di tutto, un abbraccio.

In panchina!
Questo è un espediente che mi ha insegnato un papà allenatore di una squadra di piccoli calciatori: ogni volta che i suoi figli (e i suoi piccoli atleti) avevano comportamenti aggressivi, capricciosi o isterici li mandava in panchina!
La ‘panchina’ potrà essere un luogo come il divano, una poltrona o un angolo, dove il bambino potrà stare per qualche minuto seduto (calcolate un minuto per anno di età) per potersi calmare e riprendersi dall’attacco isterico. Se il bambino non ne vuole sapere di stare lì seduto a pensare, state con lui durante questo lasso di tempo, magari prendendolo in braccio e cullandolo.
Evitate di punirlo mandandolo a letto. Se utilizzerete il suo lettino come luogo di punizione, vostro figlio potrebbe associarlo ad un luogo negativo ed avere col tempo problemi legati al disturbo del sonno.

Punite i giochi
A volte i vecchi sistemi funzionano meglio di qualsiasi metodo pedagogico moderno.
Lo faceva mia mamma: quando da bambini litigavamo e ci azzuffavamo per un giocattolo, ce lo toglieva e lo metteva nell’ultimo ripiano dell’armadio, adibito proprio alla sosta di tutti i giochi o gli oggetti contesi e ci consegnava in cambio dei cuscini. Sì, proprio dei cuscini.. dicendoci: “Se volete proprio arrabbiarvi fatelo contro questi cuscini”, e ci lasciava sfogare per alcuni minuti.
Beh! Con i miei figli ho fatto lo stesso e ha sempre funzionato!

Lodare e premiare
E’ molto importante lodare ogni tanto il proprio piccolo perché si sta comportando bene e fa meno i capricci. Ricompensatelo con un dolcetto o un giochino anche se non ve lo ha chiesto, facendogli capire che lo state premiando per il suo ottimo comportamento.
E’ bene però, fargli sapere anche che il fatto che vi domandi le cose con gentilezza, non gli dà il diritto di averle. Quindi ditegli che apprezzate molto il suo modo di chiedervi le cose, ma che non sempre può ottenere quello che vuole.
Per esempio: se una domenica vi implora di portarlo alle giostre anziché andare dalla nonna, rispondetegli che quel giorno non è proprio possibile, ma che se la domenica successiva sarà possibile sicuramente andrete alle giostre (poi mantenete la promessa!); oppure promettetegli una serata al cinema durante la settimana.

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