Consigli in pillola

Pianto

Il Primo compito dei genitori quando portano a casa il loro piccolo è quello di renderlo felice. Cosa apparentemente semplice, ma certamente non facile! Ci vorrà del tempo per entrare in sintonia con il vostro bambino e riuscire a decifrare il suo pianto (che all’inizio sembra tutto uguale), quindi non fatevi prendere dal panico: il pianto è l’unico mezzo di comunicazione di cui dispongono i neonati e lo usano per trasmettere qualsiasi cosa (che hanno fame, sete, sonno, freddo, caldo; che si sentono tristi, soli, annoiati; che hanno voglia di coccole); non sempre, o raramente, quando piangono significa che stanno male.

Curiosità: In genere un bimbo di 6 mesi piange in media due ore e mezza al giorno; significa che questa statistica è stata effettuata tra chi piange 5 ore e chi non piange per niente!

Come riconoscere i vari tipi di pianto (0 – 6 mesi)

Pianto da Sonno. All’inizio il vostro bambino potrebbe essere invogliato a dormire a causa dei molti stimoli cui verrà sottoposto oppure per i troppi stimoli esterni non riuscirà ad addormentarsi. Starà a voi calcolare il ritmo nanna-veglia in sintonia con le varie attività diurne.

Pianto da Fame. Questo tipo di pianto è ininterrotto e con intensità crescente sino a quando il neonato non riuscirà a succhiare qualcosa (seno, tettarella, ciuccio, lenzuolino), riprendendo il pianto appena si accorgerà che non entra latte nella sua bocca.

Pianto da Malessere o Malattia. Questo è un pianto sommesso, rassegnato e lamentoso. Il vostro bambino potrebbe avere la febbre, oppure non riuscire a scaricarsi o qualche altro fastidio (ha caldo, freddo, è scomodo). Un fenomeno abbastanza frequente nei neonati è l’otalgia: dolore all’orecchio scaturito talvolta da una suzione vigorosa (soprattutto se allattate al seno) e/o dai rigurgiti.

Pianto da Coliche. Credo che questa sia la causa più frequente di pianto nei neonati. Il bambino inizia a piangere in maniera violenta e rabbiosa in genere nelle ore del tardo pomeriggio e della sera (tra le 18:00 e le 22:00) e per lo più queste crisi si ripetono ad ore fisse. Piange, si agita, ripiega le gambe ed emette gas intestinali e a volte si rifiuta di mangiare. Le coliche, nella maggior parte dei casi, compaiono nelle prime 6 settimane di vita e tendono a scomparire verso i 3-4 mesi (non vorrei allarmarvi, ma mio figlio ha sofferto di coliche sino ad un anno!). Purtroppo non si conoscono ancora le cause: alcuni sostengono che si tratti di un eccesso di gas nell’intestino, altri invece che potrebbe derivare da nervosismo del bambino dovuto all’ambiente circostante.

Pianto per Motivi igienici. Il vostro cucciolo potrebbe piangere semplicemente perché è sporco e sente la necessità di essere cambiato.

Pianto per Solitudine-Abbandono. Molti esperti sostengono che alla fine di una giornata o anche durante il corso di essa, il bambino potrebbe mettersi a piangere soltanto perché il suo equilibrio psichico si spezza, magari proprio a causa della stanchezza di tutta la famiglia; quindi prendetelo in braccio e stringetelo forte a voi per fargli sentire i battiti del vostro cuore.

Pianto per Noia. Più che un pianto a dirotto è un piagnucolio continuo, mesto e fastidioso, che può essere molto più snervante di strilli e urla. Il vostro piccolo potrebbe essere semplicemente annoiato, magari perché si è stufato di guardare sempre il soffitto! Cercate quindi di distrarlo e di stimolarlo con attrazioni diverse.

Qualche consiglio..

In caso di Coliche (0 – 6 mesi)

  • Eliminate l’aria: assicuratevi di utilizzare biberon con tettarelle adeguate e studiate la posizione più corretta durante l’allattamento, in modo da evitare che il vostro piccolo ingerisca oltre al latte, anche aria in eccesso.
  • State attente a quello che mangiate: se allattate al seno, state attente a quello che mangiateTutto quello che ingerite passa infatti nel latte e potreste quindi guastarne il sapore e provocare dei disturbi nel pancino del vostro piccolo.
  • Il latte artificiale: scegliete con attenzione e con l’aiuto prezioso del vostro pediatra, il latte artificiale più corretto per la dieta del vostro bambino.
  • La presa da Rugby: prendete il vostro bambino con tutte e due le braccia, a pancia in giu, ponendogli la testa nell’incavo di un braccio (all’altezza del gomito) e afferrando con l’altra mano il pannolino. La pressione del suo pancino contro il vostro braccio gli allevierà un pochino i dolori.
  • Un giretto nel marsupio: infilate il vostro piccolo in un marsupio da passeggio  e camminate per la casa o andate a fare una passeggiata.
  • Un bagno rilassante: l’immersione in acqua calda ha un’azione sedativa, che a volte può prevenirne il disturbo o comunque ridurne l’intensità e la durata.

In caso di Eritema da Pannolino (0 – 2 anni)

  • Prevenire: cambiate spesso il pannolino. Nelle bambine si deve procedere all’igiene intima dall’avanti all’indietro, per non portare residui fecali verso la vulva, che potrebbero essere la causa di infiammazioni.La pelle poi va asciugata molto. Utilizzate una crema protettiva da applicargli dopo ogni cambio.
  • Aria fresca e luce del sole: l’aria aiuta a seccare la pelle. Meglio ancora se oltre all’aria, esporrete vostro figlio, o meglio il suo culetto, al sole: alcuni pediatri consigliano un’esposizione di 15 minuti circa. I raggi solari hanno un’azione anti-batterica e curativa.
  • Pannolini: se l’eritema persiste prendete in considerazione l’idea di cambiare marca di pannolini: provate ad utilizzare per un po’ i pannolini di tessuto.Sono meno pratici, ma più igienici.
  • Salviettine e Olio d’oliva: sconsiglio sempre l’utilizzo delle salviettine per l’igiene intima dei bambini, se non esclusivamente per quando si è fuori o in viaggio. Meglio soltanto dell’acqua tiepida e una salviettina di tessuto morbida e pulita  oppure  utilizzando qualche goccia di Olio d’oliva, che mantiene la pelle morbida e idratata.
  • Un rimedio naturale: spugnature di acqua e bicarbonato.

Quando spuntano i Dentini (6 mesi – 2 anni)

Rimedi rinfrescanti

  • Provate a dare al vostro bambino un cucchiaio di argento, che avrete lasciato nel freezer per qualche minuto. L’argento trattiene meglio il freddo, dando così un po’ di sollievo alle gengive di vostro figlio.
  • Fate però attenzione che il piccolo non giri il cucchiaio: il manico in bocca potrebbe farlo vomitare.
  • Bollite delle salviettine di spugna, fatele raffreddare, poi arrotolatele e mettetele nel freezer. E’ pratico per il bambino da tenere in mano ed inoltre sono molto assorbenti, trattenendo così buona parte della saliva. Ricordatevi di prepararne più di una, poiché il freddo non si mantiene a lungo.

Rimedi in cucina

  • Limone: strofinategli del succo sulle gengive. Disinfetta ed è un ottimo astringente per i tessuti gengivali irritati. Inoltre i bambini molto piccoli non hanno ancora sviluppato il gusto dell’agro, pertanto non dà loro alcun fastidio.
  • Biscotti: proprio così! I biscotti secchi, duri, quelli della prima colazione.

Rimedi omeopatici o prodotti di base? L’omeopatia cura il simile con il simile. Tuttavia anche se l’approccio è naturale, se vorrete utilizzare dei rimedi omeopatici, consultatevi con un esperto in materia e soprattutto prima di somministrarli al vostro bambino, testate tutti i prodotti. Alcuni rimedi naturali più diffusi per lenire il dolore della dentizione sono:

  • olio di chiodi di garofano: da strofinare direttamente sulle gengive con un dito pulito;
  • camomilla 12c.: poche gocce sotto la lingua sono davvero miracolose;
  • fiori di Bach: utilizzando il prodotto più appropriato per vostro figlio.

Quando si sente Solo e Abbandonato (0 – 4 anni)

Il Timballo di maglione (0 – 6 mesi): mettete 500gr di riso dentro ad un sacchetto tipo jeans (che potrete cucirvi anche da sole, utilizzando la gamba di un vecchio jeans) e poi, dopo averlo scaldato nel microonde per un paio di minuti (o nel forno a 170° per 15-20 minuti), avvolgetelo in un vostro maglione o una maglietta o una camicia, che non avete ancora lavato (e quindi con ancora il vostro odore) e mettetelo nella culla del vostro bambino. Scalderà gradevolmente il lettino e quando toglierete il sacchetto e farete sdraiare il piccolo, continuerà a sentire il tepore e il profumo della mamma. Potrete fare la stessa cosa a freddo: mentre lo allattate o mentre lo avete in braccio, prima che si addormenti, inserite tra voi e il vostro bambino una maglietta. Poi fatelo scivolare nel lettino con ancora la vostra maglietta tra le sue mani. Il profumo della mamma lo aiuterà a non soffrire troppo il distacco.

La copertina di Linus (6 mesi – 4 anni). Non c’è da meravigliarsi se ad un tratto il piccolo sembra affezionarsi in modo particolare ad un oggetto, un peluche o ad una copertina. Questi oggetti (in gergo oggetti transizionali) hanno la funzione di ‘sostituti della mamma’ quando questa non c’è. Un geniale escamotage del piccolo per sopportare un’assenza a volte per lui troppo dolorosa, quella della mamma. Ma come fare se il piccolo strilla perché non trova più il suo Teddy o la sua copertina preferita, che magari voi avete appena messo a lavare? Acquistatene due (o tre) identici! Se è stato un regalo, spiegate la situazione a chi lo ha fatto e chiedetegli dove lo ha acquistato. Il bambino non saprà mai che si tratta di un doppione e voi potrete lavare in tutta tranquillità il primo. Inoltre, eviterete tragedie in caso di smarrimento.

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