Come uscire dall’insidia delle minacce (dai 5 agli 8 anni)

Come uscire dall’insidia delle minacce (dai 5 agli 8 anni)

Chi di noi genitori non è caduto almeno una volta nella trappola della minaccia? Spesso ce ne usciamo con delle minacce talmente assurde che risultano “a vuoto”, perché impossibili da realizzare. Esistono delle strategie alternative che possono aiutare a trasformare i momenti minacciosi in veri e propri insegnamenti ai propri figli per aiutarli ad essere più  responsabili.

Offrire delle scelte

La conseguenza peggiore delle minacce è che vanno a ledere l’autostima dei bambini e ispirano paura o ribellione. Offrire delle scelte, invece, responsabilizza attivamente il bambino, senza aggravarlo di stress.. Quindi, invece di dire: “Se non abbassi il volume della TV, te la spengo”, prova a dire: “Ehi, mi fanno male le orecchie, preferisci abbassare il volume o andare a vedere la TV in un’altra stanza?” In questo modo si rende il bambino partecipe di una scelta e al contempo lo si aiuta a pensare da solo e ad assumersi la responsabilità delle sue azioni. 

Azioni coerenti

Le minacce sono spesso “a vuoto” perchè troppo estreme o insensate, quindi impossibili da farle avverare. Ad esempio, se siete al parco ed è già sera e  il tuo bambino non vuole venire a casa ovviamente perché si sta divertendo, se lo minacci con: “E’ ora di cena, se non vieni subito non ti porterò più al parco a giocare!” È probabile che non ti prenderà sul serio e la lotta continuerà senza sosta. Concentrati dunque sulle conseguenze logiche che possono aiutarlo a capire e renderlo responsabile delle proprie azioni: “Ho intenzione di chiudere la cucina alle 19:00, se non torniamo subito dovrai mangiare la tua cena fredda”. Questo lo puoi far avverare e se mangerà la cena fredda, sarà stata una sua scelta. 

Ammettere gli errori 

Spesso le parole ci escono dalla bocca senza  renderci conto di quanto siano ridicole. Quando ciò accade, non c’è niente di sbagliato nel riavvolgere il nastro..Minacce come: “Se non la smetti di toccare tutto in questo negozio, ti lascio qui o ti faccio portare via” sono decisamente insensate. E allora basta dire: “Ho fatto un errore: non sarebbe di certo sicuro se ti lasciassi qui da solo o ti facessi portare via. Ma se non riesci a seguire le mie regole, usciremo da questo negozio e torneremo quando sarai pronto a riprovare”. Questa risposta sostituisce una minaccia a vuoto con una soluzione concreta, che offre al bambino una seconda possibilità.

Spiegate ai vostri figli come devono comportarsi

Uno classico scenario che causa molto stress ai genitori è il supermercato. Per evitare di minacciare o ricattare il vostro piccolo per tutta la durata della spesa, spiegategli prima di uscire che cosa vi aspettate da lui; per esempio coinvolgendolo a trovare gli articoli della spesa: una volta giunti nel negozio, domandategli se si ricorda cosa dovete acquistare e congratulatevi per la sua buona memoria. Non vuole collaborare? Dunque sarà bene ricordargli  cosa accadrà se si rifiuta: “Se mi aiuti a trovare le cose di cui abbiamo bisogno potrai scegliere le tue merendine preferite. Se non mi aiuti, dovremo andare a casa senza merendine”. Ovviamente dovrete essere coerenti e far seguire le azioni alle vostre parole.

Mantenere la calma e pensare positivo

Mantenere la calma potrebbe sembrare un compito arduo, ma può fare una grande differenza. Un motivo per cui le minacce spesso non riescono a sortire alcun effetto è perché enfatizzano le emozioni piuttosto che disinnescarle.

I bambini saranno più propensi a imparare come comportarsi se gli si da un rinforzo costante e positivo. Una buona alternativa è utilizzare un sistema di ricompensa, per esempio mettendo una stella su un calendario speciale (o un bollino su una scheda raccogli punti) per ogni volta che si sono comportati nel modo che ci si aspettava. Quando raggiungono una settimana di stelle (o bollinio smile, etc) ricompensateli con un piccolo giocattolo o una gita speciale.

Conoscere i limiti dei propri figli

Talvolta anche le strategie migliori falliscono miseramente. Forse perché le aspettative sono troppo alte e potrebbe essere necessario fare un passo indietro e domandarsi se quello che si sta pretendendo dal proprio bambino è alla sua portata: se, ad esempio, è rimasto tutto il giorno in casa e decidete di uscire, magari portarlo in un altro luogo chiuso come un ristorante, dove dovrà stare fermo e seduto, non sarà di certo tra le idee migliori. La cosa che conta di più per i vostri figli non è se qualche volta vi scappa una o due minacce, ma piuttosto l’approccio quotidiano: dedicate ai vostri figli del tempo costruttivo, ponetevi in maniera amorevole e non siate sempre critici, ma enfatizzate i comportamenti positivi dei vostri figli.

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